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Il progetto LIBERALARTE!
Liberalarte! 2 è un disco “sperimentale”,
realizzato grazie alle forze del Fronte Popolare per la Musica
Libera (www.fpml.it),
della sua webradiolibera “radiattiva” (www.fpml.it/radiattiva)
e del prezioso contributo dell’Associazione “Linux Club Italia” (www.linux-club.org).
Si tratta di una compilation
composta da 17 interventi , frutto di un’autoproduzione associata dei vari
artisti che la animano. Questa autoproduzione si basa sul principio
cooperativo, vero punto di forza di tutto il progetto frontista che è alle
sue spalle.
Il Fronte Popolare per la
Musica Libera, infatti, si batte per sperimentare concretamente forme
diverse e sostenibili di produzione diffusione delle cultura, che poggino
sulla cooperazione di base degli artisti e che mirino a ribilanciare i
rapporti tra mercato ed arte, a favore di quest’ultima.
Liberalarte! 2,
inoltre, è stata rilasciata con delle licenze sperimentali “copyleft”,
denominate Creative Commons, che mirano a ricondurre all’autore di
un’opera il diritto di decidere quali possano essere i limiti e le modalità
della diffusione di questa opera. Chi acquista questo cd, è quindi libero di
“riprodurre, distribuire, comunicare al pubblico, esporre in pubblico,
rappresentare, eseguire o recitare l'opera”, come espressamente citato nella
licenza in questione.
Liberalarte! 2 è un cd
audio originale a tutti gli effetti, dotato di regolare (e costoso)
contrassegno SIAE, reso obbligatorio dalla legge. Il suo costo, tuttavia,
non è di 21 euro, come avviene per i normali ce “originali”, ma di soli 4
euro, a dimostrazione di come sia è possibilissimo distribuire la cultura
anche a prezzi accessibili
Liberalrte! 2 viene
distribuita con lo stesso principio cooperativo che ne ha permesso la
pubblicazione. Saranno gli stessi artisti, infatti, a diffonderne il
progetto e il messaggio provando, anche in questo caso, a battere strade
nuove o poco percorse nel tortuoso cammino che in questo paese porta alla
diffusione della cultura.
Riteniamo che la battaglia per
una cultura libera, indipendente, autogestita e “popolare” sia oggi un
passaggio necessario per mantenere e sostenere - in questo nostro paese - un
tessuto culturale e sociale dinamico, innovativo ed in grado di offrire e
divulgare le riposte che il nostro tempo chiede.
Liberalarte, nel suo
piccolo, è un atto concreto, che inizia e finisce con una profonda coerenza.
Il suo esempio può essere
seguito da chiunque lo ritenga opportuno.
Speriamo davvero che questo
possa avvenire
L’ARTE NON E’ UNA MERCE.
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QUI
Il testo che segue,
invece, è tratto dal libretto interno del CD.
Questo lavoro è nato per
essere un atto di rottura. Le forze che lo hanno generato, il modo con
cui lo hanno fatto, la scelta della sua licenza, il suo costo: tutto
rappresenta una novità e una spinta alla contrapposizione ad un sistema
culturale che proprio non ci piace.
Questo lavoro è vivo grazie
alla forza della gente che suona, che si associa e che si organizza
condividendo fatiche e successi, mettendo da parte egoismi e rivalità e
rimboccandosi le maniche per ottenere traguardi comuni. Liberalarte!2 è un’“autoproduzione
associata” realizzata dagli artisti del Fronte a cui si è unito lo
straordinario contributo del Linux Club Italia. Le opere che vi sono
contenute, inoltre, sono concesse con una licenza sperimentale, la Creative
Commons, che ne faciliterà notevolmente la diffusione riducendo i vincoli
dell’attuale copyright e aprendo alla libera circolazione dell’arte.
Dietro questo progetto non ci
sono case discografiche o edizioni di sorta, tutto ha funzionato con le sole
forze dei musicisti. I grafici, i fonici, i contabili, i web-master, i
direttori artistici, parte dei DJ della radio, tutti erano essi stessi dei
musicisti che si “reinventavano” per fare funzionare la struttura.
Il messaggio che vogliamo dare è molto semplice: unitevi,
collaborate, associatevi, reinventatevi; la debolezza e la povertà culturale
contro cui ci battiamo può essere davvero superata unendo forze
apparentemente semplici. Se poi le forze delle piccole associazioni si
uniscono a loro volta, confederandosi (come è accaduto tra FPML e Linux
Club), la potenzialità di questa forma di potere popolare e democratico
diventa infinita.
Se non sarà liberalarte! a
cambiare le cose, saranno forse le 100, 1000 liberalarte che da questo
esempio potranno seguire che riusciranno a creare un’alternativa concreta
come il cd che avete in mano; un’alternativa in cui la persona e il suo
messaggio saranno di nuovo al centro di un sistema musicale libero e non più
legato esclusivamente al ricavato che si può trarre da un disco. E’ davvero
giunto il tempo di riprenderci ciò che è nostro per natura: la libertà di
esprimere e di comunicare i nostri pensieri con mezzi finalmente adeguati.
Roma, Italia, Luglio 2005.
L’arte non è una merce!
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